Chiunque si aspettava un nome come “iPad 3″ o
“iPad HD” per il nuovo gioiello di Cupertino, e così non è stato. La
terza generazione di iPad è contraddistinta dal semplice nome “
il nuovo iPad“,
lasciandoci attoniti, e in parte straniti. Ma cercando una spiegazione a
questa scelta, siamo riusciti a trovare un nesso logico valido: l’idea è
partita dalla semplificazione nominale di
Steve Jobs, introdotta 15 anni fa. Scopriamone insieme i dettagli.
I nomi dei prodotti Apple negli anni 80
Il primo prodotto di punta di Cupertino fu l’Apple II, introdotto
nella fine degli anni 70 e poi riproposto in nuove versioni aventi
suffisso variato, tra cui Apple II+, Apple IIc, e l’Apple IIGS,
caratterizzato dalle lettere “G” ed “S” per le prestazioni maggiori in
ambito Grafico e del Suono. Continua la stessa politica sul nome per la
nuova architettura Apple III, ed Apple III+, seguiti poi da Lisa
(chiamato in seguito Macintosh XL).
Apple riconferma la sua classica indicazione di modello con i
Macintosh: il primo update fu il Mac 512Ke (comunemente Fat Mac), il
secondo invece il Mac Plus, seguito dal Mac SE e il Macintosh II nel
1987 (anno in cui Jobs lasciò la compagnia).
I folli nomi introdotti negli anni 90
Negli anni 90 Apple continua col suo sistema classico di
nomenclatura, introducendo nomi sempre poco chiari e poco importanti
nella distinzione dei modelli. Cupertino introduce l’intera linea di Mac
II, in parallelo a quella dei Mac LC (colori a basso costo), e
successivamente sviluppa una linea più classica, ovvero Mac Classic, che
comprende i modelli Mac IIx, IIcx, IIci, IIfx, IIsi, IIvi e IIvx.
In seguito sviluppa la linea Performa, e poi la Quadra, che ha
seguito l’implemento di modelli molto simile al sistema di nomenclatura
utilizzato da Sony: un esempio classico è il Quadra 650 AV.
I sistemi che utilizzavano un processore PowerPC invece, venivano
siglati con 4 cifre numeriche dopo il suffisso omonimo dello stesso
processore, nonostante questi spesso appartenevano comunque alla linea
Performa. Il parallelismo di più nomi per indicare lo stesso prodotto
divenne proprio una caratteristica Apple.
Il ritorno di Jobs
Nel 1997 Steve Jobs tornò in azienda, annientando la confusione che
si stava creando nei nomi duplici e nelle esagerate cifre contenute in
essi. Dopo il suo ritorno, egli diede vita a due nuovi soli modelli
della linea Power, una versione desktop, PowerMac G3, e una versione
laptop, PowerBook G3.
Dal 1998 in poi, Jobs scelse di utilizzare una nuova nomenclatura per
tutti i prodotti Apple da produrre in seguito. E’ proprio durante il
corso di quest’anno infatti, che nasce il primo iMac, e nel’anno
successivo, il primo iBook.
Da qui, con l’adozione dei processori Intel oltretutto, i modelli non
vennero più indicati secondo implementazione di cifre numeriche nei
nomi. I successivi iMac non vennero mai sponsorizzati come iMac 3 o iMac
4 ad esempio, ma semplicemente con l’appellativo “il nuovo iMac”.
E’ proprio questo ciò che è accaduto quest’anno con l’iPad. Sono
stati tanti gli sviluppi di dispositivi dall’anno 2000 fino ad ora; tra
questi citiamo iPod, iPod Touch, iPod Nano, iPhone, Macbook vari, etc.
Tutti tranne l’iPhone, hanno continuato a rispettare la nomenclatura
sviluppata dal CEO deceduto lo scorso anno. Come potete notare, i
modelli di iPod sono stati svariati, ma nessuno di questi ha accantonato
la radice originale “iPod”, per due semplici e importanti motivi:
- I dispositivi svolgevano e svolgono, anche se in modi diversi, lo stesso ruolo, ricoprendo però utenze diverse
- Tutti i modelli di iPod sono venduti contemporaneamente
Quando si parla di iPod Touch ad esempio, ci si riferisce alla
generazione,
e non ad una ipotetica desinenza nel nome del modello (Vedi iPod Touch
1,2,3,4 generazione). E’ questo l’esempio lampante da applicare sul
resto dei prodotti Apple, o quasi.
Cupertino quest’anno ha pensato alle impronte molto chiare lasciate
dal vecchio Steve, capendo che forse, dati gli svariati progetti in
cantiere, si sarebbero create col tempo molte confusioni per i clienti,
che avrebbero dovuto ricordare decine di nomi.
La nomenclatura differente per l’iPhone
invece, è facilmente giustificabile con una differenza di
commercializzazione rispetto agli altri prodotti. Mentre Apple ha sempre
venduto una sola generazione di iPod Touch per volta, gli iPhone, come
3G e 3GS, sono stati presenti contemporaneamente sul mercato, e quindi
la “S” aggiunta nel suffisso lanciava un messaggio al cliente,
facendogli capire che era la nuova versione più veloce.
Per gli iPad invece, questo non è accaduto e
non accadrà, ecco perché nel futuro del suo nome, salvo eccezioni di
(HD, Speed, e nomi più improbabili), il tablet seguirà la linea
disegnata da Jobs.
Il nome “il nuovo iPad” ha davvero senso.
Articolo da iPadevice